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Il presidente ha cercato di salvare il salvabile a fronte di partiti politici divisi, confusi e incapaci di decidere, ma ciò che ha ottenuto è l’immobilismo. Il segretario Pd non ha concordato un preciso programma di governo, dando vita ad una soluzione debole e aperta alle incognite
Maurizio Benetti
Giovedì, 13. Marzo 2014
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”Se Renzi fallisce non c'è che il tracollo”, dicono in molti: come avevano detto ai tempi di Berlusconi, di Monti, di Letta. Ma è un mantra che serve a non affrontare una vera analisi della crisi e del modo per uscirne, finora improntato a una continuità che ha dato pessimi esisti. Renzi deve decidere da che parte giocare la partita: con chi e contro chi
Giovanni Principe
Giovedì, 13. Marzo 2014
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Dall’anno prossimo le regole del Fiscal compact ci imporranno di ridurre il debito del 5% all’anno. Se lo faremo con un elevato saldo primario la ripresa non arriverà mai. Basterebbe anche una crescita del 3,5% nominale, che però è difficilissimo ottenere. Tra le soluzioni ipotizzabili una sola è davvero praticabile
Maurizio Benetti
Lunedì, 10. Febbraio 2014
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Le più evidenti sono quelle dell'area che ha retto la “ditta” fino al mese scorso, ma non mancano anche nella linea di Renzi: basta poco per capire che l’esito del voto con l’accordo che è stato raggiunto è ad altissimo rischio. Il segretario farebbe bene a non affidarsi solo alle sue qualità di leader sottovalutando l’importanza del partito
Giovanni Principe
Giovedì, 30. Gennaio 2014
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Con i comportamenti incoerenti degli anti-renziani si potrebbero riempire molte pagine. I fatti sono che Renzi ha rotto uno stallo che durava da anni: ha concluso un accordo complessivo su legge elettorale, riforma del Senato e del Titolo 5° della Costituzione. Se approvate queste tre cose produrranno una forte svolta nel sistema politico italiano, dopo un lungo immobilismo totale
Fausto Tortora e Maurizio Benetti
Giovedì, 23. Gennaio 2014
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Si tratta di un elemento quasi sempre trascurato o sottovalutato, eppure la sua importanza è fondamentale. La mancanza di un ordine predefinito negli atti necessari al risultato che si vuole ottenere comporta costi aggiuntivi, sprechi, incagli che possono durare anni. I quattro punti da considerare sempre
Rosita Donnini, Valerio Selan
Venerdì, 3. Gennaio 2014
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Il fatto che il voto delle primarie non abbia confermato il risultato conseguito da Cuperlo tra gli iscritti segna l'epilogo di un logoramento fino alla virtuale scomparsa di ciò che restava del Pci. Ha stravinto un’altra sinistra molto moderata e poco laica, anomala nel panorama mondiale, con un'impronta di cattolicesimo liberale. Ma questo apre lo spazio a terza sinistra finora senza rappresentanza
Giovanni Principe
Giovedì, 2. Gennaio 2014
Italia
Nonostante le pastoie dei vincoli europei la composizione della manovra poteva sicuramente essere più efficace e soprattutto evitare parecchie incongruenze. Ma serviva una volontà politica che questo governo, per la sua stessa costituzione, non può avere
Maurizio Benetti
Martedì, 3. Dicembre 2013
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La Legge di Stabilità non è proprio da buttar via, anche se i suoi limiti sono vistosi. La parte più interessante è quella dei possibili risparmi, ma anche tagliare gli sprechi può avere effetti recessivi. Sarebbe meglio invece aumentare e migliorare i servizi agli stessi costi: si libererebbero risorse nel settore privato
Valerio Selan
Domenica, 1. Dicembre 2013
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Quella di Matteo Renzi è una vittoria annunciata: resta l’assoluta stranezza di un’organizzazione che fa eleggere il suo segretario anche da esterni, cosa che in Italia nessuna aveva mai fatto prima. E restano i forti dubbi sulla politica che ne conseguirà. Eppure le cose da fare sarebbero chiare
Flavio Pellis
Martedì, 26. Novembre 2013

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